Fossano, sparisce Johnny lo zingaro ergastolano in semilibertà

Tirato in ballo anche nella morte di Pier Paolo Pasolini , Giuseppe Mastini non si è presentato alla scuola di  polizia penitenziaria di Cairo Montenotte, nel Savonese, dove era stato assegnato  per svolgere un periodo di lavoro esterno.

Giuseppe Mastini –  detto anche lo zingaro Johnny lo Zingaro –  non si è presentato alla scuola di  polizia penitenziaria di Cairo Montenotte, nel Savonese, dove era stato assegnato dal tribunale di sorveglianza per svolgere un periodo di lavoro esterno.  Dal 1989 è condannato all’ergastolo e sta scontando la pena nel carcere di Fossano. Il suo curriculum criminale conta una lunga serie di morti ammazzati.
La sua amicizia con Giuseppe Pelosi gli è valsa anche il sospetto di essere stato complice nell’omicidio di Pier Paolo Pasolini. Secondo gli investigatori, infatti, Pelosi non agì da solo nell’omicidio dello  massacrato all’Idroscalo di Ostia nella notte tra l’ 1 e il 2 novembre del  1975.   Mastini però ha sempre negato di avere avuto un ruolo in quella vicenda.
Ammesso al lavoro esterno alla scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte, questa mattina non si è presentato e dalle 8 non si trova da nessuna parte. Tecnicamente però non può ancora essere considerato evaso perché ha tempo fino alle 19.30 per presentarsi nel carcere di Fossano.
Tra gli omicidi accertati di Mastini c’è quello di Michele Giraldi, un poliziotto assassinato a colpi di pistola il 24 marzo 1987.
Ai tempi del suo primo omicidio Johnny aveva 14 anni. La vittima era Vittorio Bigi, manovale dell’Atac che gli diede un passaggio e fu morì con un colpo di pistola in testa. astini finì in carcere ancora ragazzo per aver ucciso un tranviere. Dal penitenziario evase due volte: prima da quello di Casal del Marmo, poi da quello dell’isola di Pianosa. Nell’ estate del 1983 fu arrestato di nuovo, dopo una sparatoria con la polizia. Quattro anni più tardi ottenne una licenza premio per buona condotta. Fu proprio durante questa licenza, nel febbraio 1987, che Mastini fu protagonista di sanguinose scorribande che si conclusero con la cattura anche della sua compagna, Zaira Pochetti, morta qualche anno dopo dopo una lunga malattia. In quella giornata, che impegnò le forze di polizia in una vera e propria caccia all’uomo, Mastini rubò diverse auto, rapinò benzinai, sequestrò una ragazza, Silvia Leonardi, sparò contro una pattuglia di agenti, uccidendo la guardia Michele Giraldi, ferì un brigadiere dei carabinieri, Bruno Nolfi. Si arrese nelle campagne di Mentana, ormai circondato da agenti e carabinieri.

“Certi fatti dimostrano il degrado a cui sono giunte le istituzioni penitenziarie soprattutto laddove il buonismo fuori luogo applicato ad oltranza nei confronti dei detenuti quale che ne sia la pericolosità arreca danno dapprima ai poliziotti penitenziari del tutto abbandonati a loro stessi e poi agli inermi cittadini

costretti a subire le conseguenze delle disfunzioni penitenziarie  – commenta Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, sindacato di polizia penitenziaria –  Come sindacato chiediamo l’istituzione di una commissione inchiesta parlamentare che faccia finalmente luce sulle disfunzioni e sugli sprechi dell’attuale politica penitenziaria nazionale nonché sui danni arrecati dagli attuali vertici dell’amministrazione penitenziaria centrale”.

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